Asino: carattere, razze e alimentazione

Un asino maschio può incrociarsi con una giumenta per generare un mulo, e un cavallo maschio può incrociarsi con un’asina per generare un bardotto. Secondo la Coldiretti, l’allevamento di razze asinine è in crescita; tra il 2004 e il 2009, infatti, si è avuto un incremento nell’allevamento del 30%. In Italia, il Decreto Ministeriale 9742 del 7 maggio 2012 stabilisce che le razze asinine Asino autoctone italiane riconosciute e ammesse al disciplinare del registro anagrafico delle razze asinine sono otto. Addomesticato da millenni, ne sono state selezionate numerose razze in diverse parti del mondo, anche se, a causa della sua sobrietà, non ha mai raggiunto la diversità di altri domestici, come il cavallo domestico, il cane domestico e il gatto domestico; le razze asinine riconosciute in Italia sono otto. Il peso dell’asino domestico varia significativamente tra le razze, ma, tendenzialmente, oscilla tra i 100 e 500 kg. L’asino domestico (Equus africanus asinus Linnaeus, 1758), detto anche somaro o ciuco, è un mammifero perissodattilo della famiglia Equidae.

  • Velocemente, il suo utilizzo si è esteso nel Mediterraneo e nel sud dell’Europa, diventando l’animale da soma e da monta più diffuso nelle civiltà dell’epoca.
  • Gli asini possono riprodursi a partire dai due anni, ma quello domestico può farlo tutto l’anno mentre il selvatico solo nei periodi con clima umido.
  • Lo sapevi che gli asini possono vivere fino a 40 anni, galoppano di rado ma possono trottare per ore e non soffrono di vertigini?
  • In America, i paesi nei quali si trovano più asini sono il Messico e la Colombia.
  • Infatti, bisogna considerare che gli asini tollerano bene le temperature alte ma possono avere problemi con temperature molto rigide (-50 °C).

Il mulo è straordinariamente docile, forte e resistente, per cui si considera un animale particolarmente valido per portare carichi pesanti per lunghe distanze, lungo terreni montagnosi e desertici. Le razze con un manto grigio hanno anche una croce nera segnata sulla schiena, chiamata “croce di Sant’Andrea”. Simile al cavallo domestico, ma più piccolo, compatto, robusto e mansueto, l’asino domestico ha le orecchie più lunghe. Deriva dall’asino selvatico africano (Equus africanus) attraverso una selezione della sottospecie nubiana (E. a. africanus). Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In America, i paesi nei quali si trovano più asini sono il Messico e la Colombia.

Infatti è una sottospecie dell’asino selvatico africano, che è stato poi addomesticato. Per millenni usato nei più vari lavori oggi viene sempre più sostituito dai mezzi meccanici. In Europa, invece, l’asino venne importato intono all’Età del Bronzo o a quella del Ferro, poiché è proprio a questo periodo che si fanno risalire i primi ritrovamenti realizzati nel Vecchio Continente, che attestano la presenza dell’asino nelle comunità umane dell’epoca. L’asino è un animale molto diffuso nel mondo, differenziatosi nella propria filogenesi in varie specie e razze. Reinach (Cultes, mythes, religions, IV, Parigi 1912), la leggenda di Marsia adombrerebbe il sacrificio di un asino sacro, e Mida, il quale era della razza dei Sileni, ha le orecchie d’asino (Philostr., Vita Apoll, VI, 27, 2).

E’ il caso dell’asino bianco dell’Asinara o dell’asino sardo, apprezzato in tutto il mondo per il suo temperamento particolarmente vivace e rustico e per la sua spiccata propensione alla soma. Alcune di queste specie sono in via d’estinzione, nonostante i programmi di recupero e di tutela espressamente dedicati a questi animali. Un luogo comune molto diffuso è che indica l’asino come animale propenso a sferrare calci senza motivo. Una volta al mondo, il piccolo asino viene nutrito dalla mamma con il suo latte per i primi 6 mesi di vita.

Il salvataggio della specie

Ne sarebbero poi derivate due specie ma solo una ha resistito e ci regala oggi l’Equus asinus taeniopus, alto circa 1,25 metri al garrese, vive vicino al mar Rosso ed anche in Ogaden ed in Dancalia. I luoghi comuni hanno appiccicato a questo animale l’etichetta di animale testardo, irragionevole e anche un po’ tonto, ma non è affatto vero. E non ci vuole un orecchio da musicista per accorgersi che il raglio dell’asino è unico, ben riconoscibile e molto rumoroso. “Lavorare come un mulo” invece è un modo di dire italiano che indica lavorare tanto, lavorare troppo, proprio come accade nella realtà con l’animale da soma, impiegato in lavori faticosi e continuativi. In Italia vi sono allevamenti in Sicilia; in Europa è diffuso in Spagna e Portogallo.

Può muovere le orecchie in tutte le direzioni, che usa per rinfrescarsi. Possiede una criniera corta e a punta, e delle orecchie molto grandi rispetto al resto del corpo. È docile, e in grado di attraversare percorsi scoscesi, come le mulattiere, senza problemi. L’asino è più piccolo del cavallo, ha la testa più grande e lo zoccolo più sottile. L’asino appartiene alla stessa famiglia del cavallo, ma è più piccolo e docile. L’asino o somaro è un mammifero della famiglia delle Equidae e della sottofamiglia delle Equinae.

Carattere dell’asino

Alcune razze asinine possono essere prevalentemente di colore nero, come l’asino nero di Berry, o brune, come l’asino mulattiere del Poitou. Il manto varia a seconda della razza, ma è generalmente di colore grigio, tranne il ventre, il muso e il contorno degli occhi, che sono bianchi. I colori di un asino possono essere di tutte le tonalità del grigio, del bianco e del nero, e anche di tutte quelle del marrone. Il manto di solito è grigio, nero o bruno, a volte con una croce sul dorso.

La Persia; l’Emione o Gigghetai o Kulan (E. hemionus Pall.), alto circa m.1,15, diffuso in località anche montagnose del Turkestān, della Mongolia, della Cina settentrionale-occidentale, della Siberia meridionale; il Kiang (E. kiang Moorcroft), alto circa m. Gli asini selvatici asiatici sono principalmente fulvi, hanno differenti abiti per la stagione buona e cattiva; mancano sempre della croce scura sulle spalle e della striatura trasversa sugli arti. I sardo-punici hanno iniziato a prendere sul serio l’attività di allevamento sia per usarlo poi nei campi, sia per il trasporto. I primi asini addomesticati sono stati quelli della Numidia, in Europa sono arrivati nel Neolitico mentre in Asia convivono con altre specie equini molto simili come l’Ermione (Equus hermionus) e l’Onagro (Equus onage).

L’Equus asinus, la specie domestica più tipica dell’Europa, in base a numerosi studi, pare discendere dall’“Equus africanus”, specie più primitiva ed ancora presente nel Nord-Africa. Tifone aveva pure testa asinina, e in sua vece gli abitanti di Copto lanciavano un asino in un precipizio (Plut., De Is. et Osir., 30). L’asino si accoppia fecondamente con la cavalla dando origine a un ibrido, che prende il nome di mulo (v.). La carne dell’asino è buonissima e, come quella del cavallo, quando trattasi di animali giovani e ben nutriti, viene già largamente consumata e usata nella confezione di salumi.

Oltre che in Egitto e in Europa, altre scoperte paleontologiche hanno dimostrato la presenza dell’asino anche nelle zone della Mesopotamia, della Siria, della Persia, in Russia ed in Mongolia. I primi dati e reperti risalenti alla domesticazione dell’asino si sono ritrovati nella zona della Numidia e del Basso Egitto e risalgono al periodo compreso fra il 7.000 e il 4.000 AC, segno della profonda storia che lega l’uomo a questo animale fin dai tempi più antichi. Il mulo, ossia l’incrocio fra un asino e una giumenta, pare abbia fatto la sua prima apparizione nell’Asia Minore subito dopo l’immigrazione mongola. Il colore del manto è vario, l’altezza del garrese varia da 75 cm a 150, secondo le razze, il peso varia da150 kg a 500 kg,la gestazione dura circa 12 mesi.